Ieri grazie a Lettera43 ho imparato una parolina nuova.
“Task masking”, ovvero l’antica arte di imboscarsi al lavoro portata a un livello di eccellenza.
Stando all’articolo che ho letto, il mindset del “task masker” suona più o meno così:
“Il kapo kattivo mi ha tolto lo smartuorki e costretto/a/e/i/ü a rientrare in ufficio? E allora io mi vendico facendo finta di lavorare, mentre in realtà passo la giornata a guardare video di gente che mangia l’impasto della pizza crudo e poi vomita.”
Arguto, vero?
E non hai ancora visto gli “strumenti” del Task Masker:
- Digitare rumorosamente sulla tastiera (anche senza scrivere nulla di utile) per far finta di scrivere rapidamente.
- Sfogliare freneticamente pagine di un bloc notes (anche vuoto) per creare “effetto urgenza”.
- Emettere sospiri di frustrazione ogni 10-15 minuti per far credere di essere sotto pressione.
- Camminare velocemente per l’ufficio con il laptop in mano, simulando grande operatività.
- Simulare riunioni su Zoom o Teams lasciando la webcam spenta e il microfono mutato.
- Usare un mouse jiggler, ovvero un dispositivo che muove il cursore in automatico per sembrare attivi online vs. chi ti controlla a distanza. Per riprendere il lessico di Magic: the Gathering, questa è davvero una tech.
- Aprire mille schede di Excel e documenti, anche se non si sta facendo nulla.
- Creare finti meeting sul calendario per sembrare sempre occupati.
- Fare telefonate finte con il telefono all’orecchio, come se si stesse parlando con clienti o manager.
- Chiamare amici o parenti spacciando la conversazione per una riunione di lavoro.
In pratica, task masking = fare tutto il necessario per far credere di essere sommersi dal lavoro… mentre si cerca solo di perdere tempo senza farsi beccare.
Non so come la vedi tu, ma per me quella del task masking è una logica talmente miope e stupida che mentre sto scrivendo questo amorevole rant devo trattenermi per non ridere ad alta voce.
Ora, tu che metti in atto questi trucchetti… davvero ti senti furbo/a/e/i/ü?
Davvero pensi che sarà utile per il tuo futuro adottare un atteggiamento del genere?
A monte di tutto… è davvero questo il meglio che sai fare?
Per carità, può capitare di detestare il proprio capo o il proprio lavoro.
E lo so perché ci sono passato anche io, diverse volte in passato.
Ma invece che condannarsi a una vita di mediocrità facendo un lavoro che si odia con persone che non si sopportano, non sarebbe meglio cercare di elevarsi verso una posizione e una realtà più soddisfacente?
Un lavoro che non dico ti faccia andare il lunedì fischiettando come i sette nani, ma che ti dia sfide, adrenalina e soddisfazioni?
Quando facevo un lavoro che detestavo, quello che ho fatto IO è stato investire i miei soldi in corsi e libri, e iniziare a svegliarmi un’ora prima per studiare.
Tutti i giorni, weekend compreso.
E se non lo avessi fatto, invece che aprire la mia partita IVA e lavorare con professionisti e aziende di primissimo livello come faccio oggi, forse sarei ancora là a frignare facendo cose che detesto.
Perciò, invece che inventarti poverate per fare finta di lavorare, perché non cerchi di diventare estremamente competente in quello che fai?
Pensaci:
Invece del Task Masking, non sarebbe più furbo…
a) accrescere il tuo valore come professionista e diventare sempre più indispensabile per l’azienda che detesti;
e b) un bel giorno salutare tutti con il dito medio alzato?
Io credo di sì.
Anche solo per guardare l’espressione stampata in faccia alle persone che disprezzi così tanto.
Perché tutti abbiamo quel lavoro che ci dà o darebbe anche altro oltre ai soldi alla fine del mese. Ma se invece che impegnarti a raggiungerlo metti il focus sul farla sotto il naso al tuo capo, come e quando pensi di arrivarci a questo “lavoro dei sogni”?
La verità è che passiamo la maggior parte della nostra vita lavorando.
Se togli il tempo passato dormendo, i mestieri di casa, gli spostamenti, il prepararsi, il tempo in cui cucini, mangi, stai in coda alle poste e compagnia bella, le ore passate con i nostri cari e facendo i nostri hobby preferiti sono sempre la minoranza.
Posto questo, trovo incredibilmente stupido non fare nulla per migliorare la propria posizione professionale.
Non dico che dobbiamo diventare tutti milionari, eh.
Ma almeno arrivare a non odiare la sveglia il lunedì mattina sì, perdio.
Anche perché poi questa cosa del Task Masking magari inizia come un gioco.
Ma in vita mia non ho mai sentito nessuno che abbia detto:
“sono diventato più felice e/o più ricco perché ho tenuto un atteggiamento passivo-aggressivo col mio capo”.
Anzi.
Le conseguenze prevedibili di fare gli imboscati al lavoro, per conto mio, sono, in ordine:
– Arrivare a prendere sempre meno sul serio quello che fai;
– Il tuo capo e il capo del tuo capo iniziano a odiarti sempre di più;
– I tuoi colleghi che metti nella cacca col tuo fancazzismo iniziano a odiarti sempre di più;
– Il clima del luogo dove lavori diventa da “brutto” a “interno del cassone del camion che raccoglie i rifiuti umidi d’estate a 40°C”;
– Arrivi a odiare sempre di più il tuo lavoro e le persone ad esso correlate;
– La tua vita diventa sempre più miserabile.
Intendiamoci, a me non me ne frega niente di quello che fanno gli altri.
Di base, sono per il “vivi e lascia morire”.
E per assurdo questi fenomeni mi fanno pure comodo, perché più persone adottano questa mentalità suicida, meno concorrenza ho e avrò in futuro nel mio lavoro.
Quello su cui però vorrei che riflettessi è che da questo tipo di mentalità vittimista e passivo-aggressiva non può nascere niente di buono.
È una guerra tra persone che si credono furbe, ma che non può avere nessun vincitore.
Il capo che toglie ogni flessibilità in nome della produttività “guadagna” un dipendente scontento e infedele.
E tu che fingi di lavorare per vendicarti ti condanni a una carriera lavorativa mediocre e sempre più insoddisfacente.
Ora, magari questo ti sembrerà il rant di un “vecchio”…
(essendo da poco entrato negli -anta, per qualcuno potrei esserlo)
Ma fidati, se non muori prima, un giorno invecchierai anche tu.
E davvero credi che il te stesso/a/e/i/ü “di tra 30 anni” sarà orgoglioso di aver cazzeggiato al lavoro, invece che fare il possibile per trovare un lavoro più soddisfacente, meglio retribuito e/o che ti fa avere a che fare con persone più gradevoli?
Dai.
Io sono convinto che possiamo fare, molto, ma molto, ma molto meglio di così.
Pace e ammmore.
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Alla prossima!



