Quaranta

quaranta - ivan cominelli

Oggi spengo quaranta candeline e per questo ho deciso di interrompere momentaneamente il mio silenzio radio.

Non ho grandi proclami da fare, se non che sono orgoglioso di quello che sono riuscito a costruire negli ultimi due anni con i miei soli mezzi.

E che il meglio deve ancora venire, ovviamenDe.

Comunque, ecco in ordine sparso alcune delle lezioni che ho imparato in quest’ultimo anno:

– I piaceri veloci impoveriscono la mente;

– Quelli lenti la arricchiscono;

– Quando hai bisogno di riflettere, l’aria aperta, il silenzio e la solitudine sono tuoi amici;

– Per diventare più produttivi bisogna prendere più lavoro di quello che ti fa stare a tuo agio;

– Prendendo più lavoro, farai più fatica, qualche errore in più, e dovrai rispettare deadline più stringenti. Ed è esattamente questo che ti fa crescere;

– L’ego può essere il tuo alleato, quello che ti tiene in pista quando tutto il resto attorno a te (e dentro di te) ti direbbe di mollare;

– Ma può anche essere il tuo peggior nemico, sia nelle relazioni che nella crescita personale

– Siamo tutti pezzettini di un grande ingranaggio. Spesso ci illudiamo di avere molto più controllo sulle cose di quanto non ne abbiamo in realtà;

– Detto ciò, è fondamentale fare comunque la nostra parte senza scuse e senza lamentele, perché è l’unico modo per avere una possibilità che le cose si realizzino come vogliamo;

– Ogni errore commesso e ogni critica ricevuta sono come ferite aperte, per chi ci tiene a ciò che fa. Ma come per un Saiyan, sono ciò che ti permette di tornare più forte di prima;

– Le priorità personali possono cambiare nel giro di pochi mesi, ed è estremamente utile capire quando è il momento di tagliare tempo e focus da qualcosa per spostarlo su qualcos’altro;

– Le cose accadono molto più in fretta quando hai in testa solo quelle;

– Al contrario, è scientificamente impossibile ottenere risultati significativi in un campo se per il 60, 70, 80% del tuo tempo pensi a qualcos’altro;

– Saper ripartire subito dopo un “no”, un fallimento o un errore è un superpotere da coltivare;

– Un altro superpotere è avere attorno a te persone più in gamba di te, che ti ispirano col loro esempio. So già che alcune di queste persone leggeranno queste righe e si chiederanno se sto parlando di loro. Sì baby, sto parlando proprio di te.

– Non si può essere sempre al 100%, ma quando sei a terra, 8 ore di sonno, un pisolino pomeridiano e un po’ di brutal death metal in cuffia a tutto volume fanno miracoli.

– Anche la birra analcolica può essere buona, se sai come si fa; (Questa non l’avrei mai scoperta senza il buon Simone. Grazie!)

E con questa, mi fermo. 

Sì, lo so, non sono quaranta. Ce ne sarebbero sicuramente altre, ma stamattina ho delle mail e degli ads da scrivere, per cui temo che dovrai accontentarti.

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Alla prossima!

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